Con la parola “stato” si indica un fenomeno politico nato in europa e successivamente estesosi in tutto il mondo civile. Per raggiungere il suo concetto moderno bisogna prendere in considerazione la tendenza all'accentramento del potere, cioè ill concentramento sempre maggiore dell'autorità in un'unica persona. Vediamo ora i passaggi principali che portarono dalla società antica allo stato: Lo stato è un'organizzazione politica che si contrappone all'ideologia della res pubblicxa christiana al potere pontificio e all'imronta feudale. Allo stesso tempo è anche la soluzione dei conflitti religiosi del `500, dove non vinse una fede su un'altra, ma anzi di delineò il concetto di un potere temporale diviso da quello spirituale. Per garantire la pace si necessita che il potere sia centralizzato e che i sudditi riconoscano il valore del sovrano e dell'apparato militare-amministrativo. I conflitti sociali interni infatti porterebbero solo alla distruzione dello stato stesso. L'ordine dello stato si raggiunge solo mediante una rivalutazione delle capacità e dei limiti dell'uomo. Gli stati sono cresciuti diversamente a causa del valore dato alle varie forze sociali. Per raggiungere lo stato bisogna abbandonare l'antica società per ceti, dove il più ricco di questi controllava l'amministrazione delle entrate del luogo e, successivamente, le tasse. Il potere quindi non era effettivamente del tutto centralizzato nella figura del principe. Col passare del tempo il sovrano trovò i modi per esonerarsi dal controllo dei ceti e colpì direttamente gli individui come singoli nei loro propri interessi. Secondo questi punti si giunse quindi sempre più alla formazione della società moderna.
Lo Stato Moderno Dopo che il feudalesimo era declinato con i relativi poteri della Chiesa e dello Stato, si andarono a formare le cosiddette autonomie territoriali, dalle quali nacque lo Stato moderno. Il termine “Stato”, come lo intendiamo oggi, nel 1400 non esisteva in nessuna lingua dell'Europa; si parlava di regnum, respubblica, corona…. . Solo nel 1500 incominciò ad affermarsi il significato attuale della parola; questo era già un primo segno di una lunga evoluzione che si era attuata già nel XV secolo. Quindi si poteva definire questo nuovo Stato nascente attraversi la comunità degli uomini, uniti dalla coscienza di vivere sotto le stesse leggi e nel territorio governato da uno stesso re: un paese e un re. DIFFERNZE CON IL FEUDALESIMO: mentre nello Stato feudale il potere era legati all'Impero e al Papato e la legge era rappresentata da un signore che decideva in modo personale, ora c'era una concezione più libera e più autonoma: ciò che era giusto o sbagliato non era più deciso da un sovrano ma da una norma scritta uguale per tutti. Quindi mentre il feudalesimo si manifestò come un potere più personale, lo Stato moderno si affermò come potere più impersonale. In questo modo lo Stato Moderno assunse caratteri laici poiché il potere non dipendeva né dall'Impero e né dalla Chiesa e trovava motivo della sovranità in se stesso. Per questa laicità era uno Stato sovrano che si governa per mezzo delle leggi: RAGION DI STATO (Stato che esercita il potere per mezzo di leggi). Inoltre mentre nel feudalesimo il sovrano era al di sopra di tutto, nello Stato moderno il sovrano era al di sotto della legge ed era sottomessa ad essa e quindi alla base di questo Stato non c'era più la volontà del sovrano, ma c'era la legge (cioè l'esercizio delle leggi). Quindi in questa nuova concezione il sovrano non era più il re, ma era lo Stato. In definitiva lo Stato Moderno si poteva identificare come singoli territori a capo dei quali c'era un monarca che gestiva il territorio in nome della legge. Stato Moderno (del `400): Lo Stato moderno assunse un carattere di unicità poiché cercò di riunire questi diversi territori in uno solo con eguale lingua e legge. Il primo a teorizzare ciò fu il Machiavelli il quale spiegava che un principato era un territorio con uguale lingua, legge e il principe era colui che riusciva ad unificare il territorio per mezzo delle leggi. Fece l'esempio di Borgia Cesare che aveva messo insieme un territorio grande come l'Emilia Romagna. Confini: Lo Stato da punto di vista territoriale era delimitato da un confine che poteva essere un fiume, una strada o delle montagne, e venivano segnati geometricamente; il confine assunse inoltre un carattere Geopolitico poiché all'interno di un territorio segnato da quel confine erano in vigore un certo di leggi; al di là di questo confine ce n'erano di altre. Così nel 1400 si videro persone che oppresse dal fisco fuggivano dai confini e dal regno.
La monarchia francese e la guerra dei cent'anni.
Con guerra dei cent'anni si definisce uno fra i vari conflitti intercorsi a partire dall'XI secolo tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Francia; durò, non continuativamente, 116 anni, e si concluse con l'espulsione degli inglesi da tutti i territori continentali, fatta eccezione per la cittadina di Calais, conquistata dai francesi solo nel 1558. Nel processo di formazione dello Stato unitario francese, già avviatosi sotto i primi re Capetingi, rappresentò una lunga pausa, ma alla sua conclusione la Francia aveva sostanzialmente raggiunto l'assetto geopolitico moderno.
Il conflitto fu costellato da tregue più o meno brevi e interrotto da due periodi di vera e propria pace della durata rispettivamente di 9 e 26 anni, che lo dividono così in tre fasi principali, la guerra edoardiana , la guerra carolina e la guerra dei Lancaster, alle quali deve essere aggiunta la fase conclusiva della guerra
Militarmente, in questo periodo videro la nascita nuove armi e nuove tattiche, che segnarono la fine degli eserciti organizzati su base feudale e incentrati sulla forza d'urto della cavalleria pesante. Sui campi dell'Europa occidentale videro la luce gli eserciti professionali, per la prima volta dai tempi dell'Impero romano. Si trattò, ancora, del primo conflitto in cui si usarono in Europa learmi da fuoco: in particolare, le bombarde furono impiegate per la prima volta nel corso della battaglia di Crécy, ad opera degli inglesi.
La straordinaria importanza della guerra dei cent'anni, per quanto attiene lastoria dell'Europa nel suo complesso, è evidenziata dal fatto che alla sua fine (1453, anno che vide pure la caduta di Costantinopoli) la storiografia moderna pone convenzionalmente la conclusione del Medioevo europeo.
La formazione della monarchia francese.
I secoli che vedono l'espansione economica, religiosa e militare dell'Occidente e lo svolgersi del lungo conflitto fra Papato e Impero sono anche quelli in cui, con tempi e modalità differenti, l'autorità regia si afferma in Francia e in Inghilterra. La forma specifica che tale affermazione assume viene tradizionalmente sintetizzata nell'espressione di "monarchia feudale", con ciò intendendo un ordinamento nel quale il re si avvale, per esercitare il suo potere, degli strumenti tipici dell'universo feudale: il vassallaggio, simboleggiato dall'omaggio e dalla fedeltà, e il beneficio (feudo), bene materiale o diritto concesso in cambio di determinati servizi. Verso la fine dell'XI secolo il regno assoggettato da Guglielmo il Conquistatore nel 1066 - che esclude l'Irlanda, la Scozia e il Galles - presenta un modello di governo fortemente centralizzato, con solide istituzioni finanziarie e funzionari strettamente dipendenti dal trono. Come in Normandia, dove il sistema è già stato adeguatamente sperimentato, il sovrano si situa al vertice di una piramide di rapporti personali che, attraverso vari livelli, gli consentono di dominare il complesso della nobiltà insulare. Il Domesday Book, il grande censimento fiscale realizzato da Guglielmo nel 1086, ha fra i suoi diversi obiettivi anche quello di fissare sulla carta questa vastissima rete di dipendenze.
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